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A differenza degli adulti i bambini non hanno ancora la capacità di verbalizzare e comunicare il loro malessere e il loro disagio, pertanto lo esprimono attraverso il comportamento. Il bambino depresso spesso appare irritabile, agitato e in conflitto sia con i coetanei che con gli adulti si presenta aggressivo e spesso presenta disturbi somatici, ansia e oppositività; può manifestare disturbi del sonno (incubi, risvegli notturni, insonnia, ipersonnia, enuresi notturna).

A scuola può incontrare difficoltà a causa del suo comportamento iperattivo e della scarsa capacità di mantenere a lungo l’attenzione.

Nell’adolescente i disturbi dell’umore assumono caratteristiche più simili a quelle dell’adulto ed è questa la fase in cui si verifica il maggior numero di suicidi; tali disturbi possono manifestarsi attraverso comportamenti trasgressivi e spericolati, uso di alcool e droghe e continua ricerca dell’eccitazione per compensare e contenere il dolore e l’angoscia.

Come interviene lo psicologo

L’intervento psicologico deve essere mirato alla fase evolutiva in cui si colloca; intervenire sul bambino o sull’adolescente significa ascoltare le sue richieste e lavorare sull’autostima, sulla relazione con l’ambiente esterno e con le figure genitoriali. Individuare precocemente i sintomi è essenziale per ridurre la possibilità di ricadute future.