Questo sito usa i cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Le info sulla tua navigazione sono condivise con queste terze parti. Navigando nel sito accetti l'uso dei cookie.

Visualizza la ns. Informativa Estesa.

Hai rifiutato i cookies. Questa decisione è reversibile.

Avete accettato l'utilizzo dei cookies sul Vs. computer. Questa decisione è reversibile.

Autismo

La diagnosi di Autismo (Disturbo dello spettro autistico) si basa sulla descrizione ed osservazione del comportamento e della qualità dell’interazione. Attualmente la ricerca ha permesso di far confluire in un’unica diagnosi anche i sottogruppi come la Sindrome di Asperger, il Disturbo di Rett, il Disturbo Pervasivo dello Sviluppo NAS (DSM-5). Questo significa che pur essendo presente una forte variabilità comportamentale nelle manifestazioni del disturbo, le anomalie di base sono da intendersi comuni.

Le due grandi aree deficitarie che riguardano il disturbo, sono:

  1. Difficoltà nell’area dell’interazione e comunicazione sociale in diversi contesti.
  2. Difficoltà nell’area degli interessi ristretti e comportamenti ripetitivi.

È un disordine del neurosviluppo e come tale comporta un diverso funzionamento della persona, essendo legato a peculiarità neurobiologiche, cognitive e psicologiche.

Le persone con un autismo riportano alterazioni nello sviluppo dell’’intersoggettività, sulla base di una importante difficoltà nella codifica dei movimenti, dei gesti, delle espressioni e delle inflessioni vocali. È questo un‘importante prerequisito per la condivisione e comprensione dell’attività mentale tra persone, che viene ad alterare la qualità delle relazioni primarie e successivamente a rendere difficoltoso stabilire relazioni sociali. Questi bambini infatti hanno una riduzione del contatto di sguardo con l’altro, in particolare sembrano non essere particolarmente reattivi al viso dell’altro come stimolo noto; presentano una ridotta capacità imitativa e una ridotta attenzione condivisa, cosa che rende difficoltosi i processi di apprendimento anche delle cose più semplici, come il nominare oggetti. Questi bambini presentano inoltre una riduzione nell’uso spontaneo di gesti comunicativi. Ne risulta che possono avere approcci sociali anomali e mancanza di possibilità di condivisione con l’altro di interessi ed emozioni.

Sono presenti inoltre alterazioni del comportamento sociale, con la presenza di importanti difficoltà di accesso alla reciprocità e al livello simbolico. L’interpretazione delle interazioni cruciali e delle situazioni è rigida, cosa che non permette di adattare il proprio comportamento all’ambiente sociale in cui sono inclusi. Anche il linguaggio è poco modulato e i propri interessi risultano del tutto personali, a volte ripetitivi e ristretti. È presente resistenza ai cambiamenti e iper o iporeattività ad alcuni stimoli sensoriali. Anche il livello del funzionamento cognitivo, della percezione e del ragionamento ne sono condizionati.

La sindrome di Asperger

La Sindrome di Asperger è una peculiare sfumatura del disturbo dello spettro autistico ed essendo una condizione particolare, merita una descrizione a parte. Questi bambini mostrano nella loro storia, un adeguato livello di sviluppo del linguaggio, difatti è presente una certa precocità e attenzione agli aspetti linguistici, interesse per le lettere e i numeri, precoci capacità di lettura e uso di parole anche senza comprenderne il significato. Tuttavia la qualità della comunicazione è alterata: solitamente questi bambini possono ingaggiare lunghi discorsi su argomenti molto ristretti senza mostrare segni di interesse per il punto di vista dell’altro e senza osservare le regole sottese alla comunicazione. Inoltre è presente un adeguato sviluppo cognitivo a fronte di alterazioni dell’interazione reciproca: questi bambini possono sviluppare adeguati pattern di attaccamento con i genitori, soprattutto quando sono piccoli ma mostrare difficoltà con gli altri bambini, difatti ricercano il contatto con l’altro ma possono restare perplessi dalle loro reazioni. L’adulto resta a lungo la persona di riferimento per la maggiore prevedibilità e permissività. L’interazione con l’altro è spesso frustrante e non sempre risulta immediato decifrare gli scambi interattivi ed emotivi: anche se sono in grado di descrivere razionalmente le emozioni e le aspettative degli altri, mancano di spontaneità e tempismo nella relazione. Possono ancorarsi a schemi comportamentali e convenzioni sociali in modo rigido e ripetitivo. Inoltre possono assorbirsi completamente su alcuni argomenti o interessi coinvolgendo poco reciprocamente la famiglia e i pari e cambiando le proprie abitudini in funzione dell’interesse ristretto. Potrebbe essere presente in alcuni bambini goffaggine motoria e la difficoltà a sviluppare un’adeguata immagine corporea.

L'intervento dello Psicologo - Psicoterapeuta

Lo psicologo-psicoterapeuta può sostenere e lavorare parallelamente al percorso riabilitativo specifico e personalizzato per il bambino. Può aiutare il bambino focalizzandosi sui vissuti emotivi, sulla comunicazione negli scambi interattivi, sull’interpretazione delle situazioni interpersonali, sul sostegno allo sviluppo della consapevolezza delle proprie difficoltà e sul personale senso di autonomia ed efficacia. Può essere particolarmente indicato un lavoro con il piccolo gruppo di coetanei. Molto importante è il lavoro parallelo con la famiglia sul vissuto emotivo della relazione e sulla comprensione delle difficoltà e della neurodiversità del figlio per trovare insieme strategie di interazione soddisfacenti.

Letture consigliate:

Venuti, P. (2012). Intervento e riabilitazione dei disturbi dello spettro autistico. Roma: Carocci.

Klin, A., Volkmar, F., Sparrow, S. (2000). La Sindrome di Asperger. Roma: Giovanni Fioriti Editore.

Film consigliato: “Temple Grandin” – Mick Jackson, 2010.