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L’ansia è uno stato di paura, angoscia o apprensione che può essere associato a stimoli esterni o interni, percepiti dalla persona come stressanti o traumatici. Essa diventa una patologia nel momento in cui persiste nel soggetto compromettendo aree della sua vita e del suo equilibrio psico-fisico. I disturbi d’ansia possono essere classificati come segue:

  • Disturbo d’ansia generalizzato
  • Disturbo da attacchi di panico
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Fobie
  • Disturbo da somatizzazione
  • Disturbo di conversione

Il disturbo d'ansia generalizzato

Il Disturbo d’ansia generalizzato si manifesta come un continuo e persistente stato di allarme estensione emotiva che si concentra su qualsiasi evento della vita la persona si trovi ad affrontare. Generalmente è cronica e si presenta fin dall’infanzia. Questa risposta di allarme costantemente attivata, predispone la persona a soffrire di disturbi somatici di natura tensiva come emicrania,dolori articolari, disturbi del sonno, disturbi digestivi e, nel caso delle donne, mestruali. La psicoterapia in questi casi può essere molto utile per aiutare la persona a modificare il suo atteggiamento psicologico e trovare dei nuovi stili di coping (modalità di affrontare gli eventi), in associazione ad una terapia farmacologica ansiolitica.

Disturbo da attacchi di panico 

Il Disturbo da attacchi di panico consiste in una serie di brevi ed intensi attacchi di terrore, che si manifesta con tremori, tachicardia, paura di morire, sudori freddi e vertigini. Il disturbo si distingue dall’episodio singolo quando la persona comincia a mettere in atto una serie di difese nel tentativo di evitare nuovi attacchi, come rivolgere un’attenzione ansiosa a qualsiasi segnale del proprio corpo,evitare i luoghi in cui l’attacco si è già verificato o la ricerca di una continua protezione da parte di una figura di attaccamento. Questa iperattivazione ansiosa favorisce il verificarsi di nuovi attacchi generando un circolo vizioso che spesso porta la persona in una condizione di dipendenza e isolamento. La psicoterapia è utile in questi casi per aiutare la persona ad effettuare un sano processo di individuazione e svincolo, attraverso la maturazione di un’immagine identitaria solida e positiva.

Disturbo ossessivo-compulsivo 

Il Disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato dalla presenza di pensieri intrusivi e ricorrenti che spesso sono irrazionali (le ossessioni), talvolta accompagnati da azioni ripetitive e rituali, nel tentativo di tenere sotto controllo l’angoscia associata a tali pensieri. Come le fobie, le ossessioni generalmente hanno uno o più oggetti fobici, come ad esempio la paura di essere contaminati dai germi, a cui può seguire il rituale di lavarsi continuamente le mani, o la paura di essere vittima di furti, a cui la persona può reagire controllando meticolosamente e costantemente la sicurezza della casa o gli oggetti nella sua borsa. Il terapeuta può aiutare il paziente insegnando delle tecniche di gestione dell’ansia e lavorando sulla modificazione dei pensieri automatici.

Fobie

Le Fobie, spesso associate ad altri disturbi d’ansia, si manifestano con un’intensa e incontrollabile paura di fronte a un oggetto stimolo esterno, a cui la persona reagisce evitando qualsiasi situazione che possa metterla in contatto con esso. Le più frequentisono la fobia di alcuni animali (ragni, serpenti, cani...), la fobia sociale (terrore di essere giudicati negativamente dagli altri), l’agorafobia (paura degli spazi grandi, talvolta anche degli spazi affollati), la claustrofobia (paura dei luoghi chiusi). La persona ha coscienza della loro irrazionalità ma non riesce a comprenderne il senso. Compito dello psicoterapeuta sarà ricomporre il percorso simbolico effettuato dalla mente del paziente per comprendere il significato inconscio della sua fobia.

Disturbo da somatizzazione 

Il Disturbo da somatizzazione consiste in una serie di sintomi organici cronici come dolore al cuore, bruciore di stomaco, gonfiore addominale, dolori articolari, cefalea, che però non possono essere ricondotti a nessuna patologia. I sintomi tendono a variare nel tempo e l’atteggiamento tipico della persona è di costante ipervigilanza verso gli stimoli corporei. Si tratta di un disturbo della regolazione emotiva; le emozioni, a causa di intense difese inconsce, spesso non accedono alla coscienza e non completano il loro ciclo naturale. Non potendosi estinguere all’esterno precipitano sul corpo generando continue scariche di stress che a lungo termine alterano il funzionamento divari sistemi corporei. Compito del terapeuta sarà quello di aiutare la persona a riconoscere ed esprimere correttamente i suoi stati interni, rendendo non più necessario il ricorso al sintomo.

Disturbo di conversione 

Il Disturbo di conversione (termine con cui un tempo veniva inquadrata l’isteria), consiste in uno o più sintomi e deficit fisici riconducibili ad un intenso conflitto interiore; le sue manifestazioni tipiche sono svariate e comprendono: nodo alla gola, disturbi dell’apparato digerente, urinario e genitale, paralisi temporanee, cecità temporanea, crisi pseudo-epilettiche. Attualmente risulta poco diffuso e generalmente collegato a situazioni di abusi e maltrattamenti. Il significato simbolico del sintomo è chiaramente identificabile e la sua interpretazione dà buoni risultati.